Fasolari – Lavori in corso

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Il nome scientifico di questo bivalvo è Callista Chione ma dalle mie parti è conosciuto come Fasolaro. E’ un mollusco tipico dell’alto Adriatico, è squisito sia crudo che cotto e ci sono un sacco di ricette in cui è il protagonista. Non da ultima una superba pizza fatta dall’amico Gianni Calaon, che sta vincendo premi uno dietro l’altro. L’ultimo il giorno 25 ottobre scorso: Campione del mondo di Pizza Sana 2011 con la Pizza ai Fasolari. http://pizzanastro.it/pizzanastro/chioggia/gianni-calaon-campione-del-mondo-di-pizza-sana-2011-grazie-alla-pizza-coi-fasolari/

Ma devo dire che oltre ad essere squisito è esteticamente molto interessante. Così ho iniziato a giocarci in studio. Vedremo come andrà a finire, mi sto appassionando e per di più risponde ad una idea di foto di food estremamente minimale che mi sta frullando per la testa! Magari è prematuro pubblicare delle foto, ma queste non mi dispiacciono….. 😉

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Kitchen in love tour – Verona 22 ottobre 2011

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Prosegue il tour di presentazione di Kitchen in Love! Sabato scorso si era a Verona, nell’ambito della manifestazione LibrarVerona, nella splendida cornice di Piazza dei Signori, ospiti della Fnac. Presentava la simpaticissima Francesca Cheyenne. Bellissima mattinata con un ottimo e numeroso pubblico ed una spumeggiante Valeria Benatti.

Bolgheri 1 – L’Olivo del 1723

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Ho passato quasi un mese in Toscana per documentare varie vendemmie e cantine. Ma non si può descrivere un vino senza descrivere il territorio in cui questo nasce. Specie se si tratta di una terra dalla bellezza straordinaria e struggente come è la Toscana.

Voglio iniziare da Bolgheri, il borgo il cui nome è legatissimo a vini come Sassicaia, Ornellaia, Guado al Tasso e poeti del calibro del Carducci. Poesia sempre e comunque. Parrà strano, ma descrivere questo piccolissimo borgo, di poche anime, non è affatto semplice. Come dicevo sopra: troppa poesia. Così ho deciso di parlarne in tre tempi. L’olivo del Settecento, il Sacro, le pietre.

Nel centro di Bolgheri c’è un olivo, enorme, rugoso, antichissimo. Pare risalga al 1723. Quando nacque Napoleone, quest’albero aveva quasi cinquant’anni. Napoleone è morto da quasi duecento anni e lui è ancora li. Rigoglioso, solenne, imponente e vivo!! L’ho incontrato, perché solo così si può parlare di un vivente! Mi ha commosso, mi ha intimorito. Ho provato ad interrogare le sue rughe, ad immaginare cosa ha visto ed ho cercato di farlo parlare. Ho trascorso con lui una mattina intera. Una mattina, di fronte a quasi trecento anni cos’è?? Nulla. Un contrasto impressionante fra il mio tempo e il tempo di questo Titano!  Una frazione di secondo per scattare una foto contro centinaia di anni di un albero! Mi riecheggiano le ultime parole di Zanzotto intervistato per i suoi novant’anni. Quest’ultimo grande Poeta, solo qualche giorno fa, diceva che novant’anni sono nulla per dire una parola vera e definitiva sulla vita. Verissimo. Eppure anche una frazione di secondo permette di cogliere l’eterno, di intravederne la bellezza. Forse questo è il senso ultimo di queste foto.

 

Rocca di Frassinello – La cantina di Renzo Piano

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L'areopago.

Se Petra è la cattedrale del vino per antonomasia, Rocca di Frassinello, la cantina disegnata da Renzo Piano ne è l’antitesi. Dove Petra si staglia possente in un ambiente incontaminato, creando un contrasto notevolissimo, Rocca di Frassinello si inserisce nell’ambiente nel modo più indolore possibile. Per parafrasare il titolo di un film si potrebbe chiamarla La sottile linea rossa , perché al visitatore che si avvicina appare in lontananza una sottile linea rossa orizzontale che si interseca con una verticale. Assoluta minimalità dei segni. Ma c’è di più! Come dice Kipling in una sua poesia “Tra la lucidità e la follia c’è solo una sottile linea rossa”. Tra la follia di devastare un paesaggio come quello toscano e la sua conservazione, Renzo Piano ha posto la lucidità di questa stupenda linea rossa. E quando finalmente si arriva in cima alla enorme terrazza allora ci si accorge di come le strutture siano esili, disegnate dai vuoti e soprattutto dalla luce. Si, perché in questo formidabile luogo, c’è tantissima luce e tantissimo colore. Non ci sono pilastri, non ci sono macigni, solo strutture esili destinate nel tempo ad essere ricoperte dalla vite americana, così da mimetizzarsi ancor di più col paesaggio toscano. Una linea rossa immersa nel verde complementare del paesaggio toscano. Geniale!

Quando entri in questo edificio, la cosa che colpisce di più è il silenzio che in queste strutture così uniche ti proietta avanti di almeno due secoli. Qui dentro c’è il futuro. Non entriamo in una antica cattedrale, ma in un tempio futuro, retto da geometrie arcane. È il trionfo delle linee. Non ci sono curve in questo luogo, se non quelle dolci delle stradine sterrate per arrivarci. Non c’è nemmeno un altare in questa tempio pagano. La barricaia, il sancta sanctorum, dove si conserva il vino è  più simile ad un areopago che conservi le antiche leggi del vino e dove senescenti barriques imperturbabili nella loro bellezza scrutano le vicende umane di visitatori e operai dall’alto dei loro scranni. Riaccadrà come duemila anni fa l’annuncio di un di-vino straordinario e inaspettato?? A giudicare da quel che ho assaggiato siamo sulla buona strada!!….. 🙂

Il reportage completo si trova qui: http://www.flickr.com/photos/abalex/sets/72157627793973887

 

Kitchen in love tour – Milano 13 ottobre 2011

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Foto ricordo! Da sinistra Simona Bighin la mia stylist, io, Amadeus, Valeria Benatti, Il Conte Galè. La foto è di Giovanni Zennaro.

Giovedì 13 ottobre 2011, presso la Feltrinelli di Corso Buenos Aires a Milano è stato presentato il volume Kitchen in Love di Valeria Benatti e di cui io ho realizzato tutte le fotografie. Oltre a Valeria c’erano Amadeus e il Conte Galè. Serata spumeggiante e spiritosissima, con Valeria, Amadeus e Galè in smagliante forma. C’erano molti partecipanti assai divertiti dalle battute e dalla simpatia dei tre ospiti. Amadeus ha fatto un bellissimo complimento al libro definendolo “internazionale” per il tipo di impostazione e la ricchezza delle immagini. Qualche volta una soddisfazione ci vuole, è lo stimolo per far sempre meglio! Di seguito qualche immagine della serata.

La cena all’Enoteca Pinchiorri

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Ci sono eventi che entrano nei nostri annali personali per la loro eccezionalità! Credo che la serata del 30 settembre 2011 sia uno di questi. Una indimenticabile cena all’Enoteca Pinchiorri di Firenze in compagnia di alcuni membri della modenese Confraternita del Gnocco d’oro che consegnava il prestigioso riconoscimento di Ambasciatore della coppia fumante 2011 al grande maestro dell’ospitalità italiana Giorgio Pinchiorri e alla moglie Annie Feolde. Vi propongo alcune immagini di quella straordinaria serata.

Petra – La cantina di Mario Botta

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Piaccia o non piaccia non si può rimanere indifferenti di fronte ad una costruzione del genere. Si possono fare tutti i distinguo del mondo, ma questo edificio è sicuramente uno spartiacque nella visione di una cantina. C’è il prima e il dopo averlo visto. Credo che mai come in questo caso si addica a proposito il termine Cattedrale del vino. Forse siamo di fronte alla S. Pietro del vino. Per la sua mastodonticità, la sua possenza, e nel contempo la sinuosità delle linee  e delle curve. La barricaia è il sancta sanctorum, l’altare in cui si immola il sacrificio della bottiglia di vino, con tanto di tabernacolo. E le volte, le volte della barricaia, così inquietanti. Così simboliche. Con un binario al centro che mette paura, perché ricorda tremendi binari portando in se l’inquietudine del secolo breve.  Nulla può lasciare indifferente in questo luogo. La stessa scelta delle luci al neon che illumina il tunnel delle barriques, il contrasto accecante di una luce fredda con il colore caldissimo del legno delle botti. La soavità di un prodotto come il vino e il suo calore e l’inquietudine che ci contraddistingue, sottolineata in ogni modo da questa architettura.

Ci vorrebbero giorni per fotografare un capolavoro del genere. Bisogna entrarci in silenzio, meditarla, interrogarla e interrogarsi per poter rubare le sue curve, le linee ardite, la luce inquietante. Questi che propongo sono solo degli appunti fotografici, ma presto, molto presto, spero proprio di ritornarci come si deve! 🙂

Qui il reportage completo: http://www.flickr.com/photos/abalex/sets/72157627873189226/

Kitchen in Love

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E’ uscito in questi giorni nelle librerie italiane per i tipi di Gribaudo-Feltrinelli il mio ultimo volume fotografico. L’autrice dei testi e del format è la straordinaria e raffinatissima Valeria Benatti, storica speaker di RTL oltre ad avere al suo attivo un curriculum grande così!! Valeria, grande appassionata di cucina, ma soprattutto della vita, si è dilettata a proporre una serie di ricette semplici in un modo estremamente intrigante. Non solo cucina, ma anche musica e raffinata letteratura. Kitchen in love è la fusione di due passioni vitali e imprescindibili, l’amore e il cibo, raccontate con allegria e “joie de vivre”. Perché la tavola è il luogo ideale dove inbandire discorsi d’amore. E attraverso la cucina è possibile esprimere emozioni, festeggiare l’inizio di un amore o sopravvivere alla sua fine.

Vi lascio quindi immaginare la difficoltà di tradurre in immagini tutto ciò. Non si trattava di realizzare delle semplici immagini di food, ma bisognava esprimere delle atmosfere che rendessero l’idea di ciò che Valeria voleva raccontare attraverso i suoi menù e le sue considerazioni letterarie e musicali. Sono stati giorni di lavoro intensissimo, anche dodici ore al giorno, ma nonostante la fatica abbiamo lavorato splendidamente. Raramente in un set fotografico si raggiunge un tale affiatamento e armonia, e credo che tutto questo traspaia dalle pagine del volume.

http://kitcheninlove.it

Walking on Tuscany’s Skyes

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 Dal cielo di Montalcino

Domenica 2 ottobre 2011, mi trovavo a Montalcino per documentare l’inaugurazione della cantina dell’azienda Mastro Janni, del Gruppo Illy. Bella azienda che produce un ottimo Brunello. Durante la festa, l’amico Francesco Illy mi dice: “Tira su le macchine che andiamo!” “Andiamo dove?” “In elicottero a far foto!!!”

Mi ha preso un colpo!!! Erano anni che aspettavo un’occasione simile, per di più mi capitava di fronte ad uno dei paesaggi più belli del mondo!!!! Quando si dice la Provvidenza! 🙂

Le parole sono sicuramente insufficienti per descrivere la Bellezza di quel che mi si è presentato agli occhi mentre ci dirigevamo da Montalcino verso Montepulciano. Portellone aperto, io agganciato al sedile, ero in estasi a guardare dall’alto quelle terre magiche. Si fosse potuto, mi sarei sganciato e avrei iniziato a correre nel cielo!! Spero che queste immagini possano dare ragione di questa bellissima esperienza.