Upside down. Sottosopra. Quando il mare diventa cielo – In mostra a Cavarzere

Il Fotoclub Cavarzere ripropone la mia mostra Upside Down presso Palazzo Danielato in Via Roma a Cavarzere. Inaugurazione domenica 23 giugno 2013 alle ore 11,00.

La mostra rimarrà aperta fino al 2 luglio compreso, secondo i seguenti orari:
Festivi: 10,00-12,30 15,00-19,30
Feriali: 15,00-19,00

Ringrazio di cuore gli amici del fotoclub Cavarzere per questa inaspettata proposta e per la loro disponibiltà assieme all’Amministrazione per essersi fatti carico di questo evento.

Invito

Luoghi improbabili 1

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La realtà non è mai come la si vede: la verità è soprattutto immaginazione.

                                                                                                               

                                                                                                             Renè Magritte

Upside Down

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Upside Down

Noi non dobbiamo cessare di esplorare, e il fine di tutta la nostra esplorazione sarà quello di arrivare là dove cominciammo e di conoscere quel posto per la prima volta.

Thomas Stearns Eliot

Vai alla gallery: http://www.alessandroboscoloagostini.com/it/?p=124

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Upside Down, Il Leggio Editore, 2012

Upside Down, Il Leggio Editore, 2012

Ne è passata di acqua sotto i ponti dal mio ultimo post. Più di un anno. Difficile raccontare tutto quello che è successo nel 2012, ci proverò. Inizio dal lavoro più importante. Il mio ultimo libro, dove tutto è sottosopra e il riflesso diventa realtà.

 

Upside down. Sottosopra. Quando il mare diventa cielo. Editore Il Leggio, prefazione di Paolo Bertelli.

Upside-down descrive attraverso alcune suggestive immagini il centro storico di Chioggia. Si tratta della descrizione fotografica della classica passeggiata dalla zona del Sagraeto al ponte di Vigo fatta attraverso il canal Vena. Nulla di nuovo si potrebbe obiettare, ma l’originalità di questo percorso è data dal fatto che le immagini ricavate sono esclusivamente dei riflessi degli edifici e dei ponti nell’acqua del canale. Immagini che poi sono state digitalmente “girate” per creare una prospettiva “reale”. Le foto dei riflessi sono state rese possibili dalla situazione eccezionale creatasi durante la fine dei lavori per la costruzione del piccolo Mose. Infatti, per costruire questa imponente opera idraulica è stato necessario bloccare le bocche del canal Vena interrandone anche alcune parti molto estese. Nel giugno 2012, verso la fine dei lavori, si è creata una situazione favorevolissima, perché era interrata solo una piccolissima parte del canale (verso il ponte di Vigo) anche se ciò era sufficiente a mantenere ferma l’acqua ed il canale era ancora quasi completamente libero da barche e briccole. Si trattava di una specie di gigantesco specchio in grado di riflettere con estrema nitidezza i palazzi che vi si affacciano sui bordi. L’occasione si è presentata durante alcune giornate con il cielo molto terso e la tipica luce chioggiotta al massimo del suo splendore. Il risultato è stato stupefacente! Le immagini dei riflessi hanno prodotto degli effetti pittorici con disegni molto nitidi ma in cui il leggero mosso dell’acqua dà un effetto molto simile alla pennellata e l’intensità dei colori può variare dal molto saturo tipico dell’impressionismo alle sottili nouances degli acquerelli dai colori diluiti. La luce del primo mattino o del tardo pomeriggio ha dato ragione alle intuizioni dei grandi pittori vedutisti che nell’800 spesso ritrassero questa città. D’altro canto, però, stiamo parlando di fotografie e non di quadri, per cui se l’occhio è abituato a vedere immagini dipinte, rimane spiazzato nel ritrovare all’interno di queste fotografie che “sembrano quadri” elementi tipici della fotografia. Ciò che un pittore avrebbe eliminato perché dissonante o sconveniente, rimane, conservato dall’obbiettività della macchina fotografica, e diventa un tutt’uno con l’immagine pittorica, rivelandone la contemporaneità. Per di più quello che dovrebbe essere il cielo, a causa del ribaltamento della fotografia, altro non è se non l’acqua del canale, con tutte le sue impurità, le alghe, gli scarichi delle barche, i gabbiani adagiati, i tagli della luce che esce dalle calli, i rifiuti gettati in acqua. La visione di un cielo “sporco” spiazza l’osservatore trasformando ciò che è una visione quotidiana e comune in qualcosa di nuovo. Una lattina di coca cola che galleggia nell’acqua, altri non fa pensare se non all’inciviltà di chi l’ha gettata, ma se questa galleggia nel cielo assume un valore intrinseco, diventa icona del nostro tempo, assieme alle icone tipiche del paesaggio lagunare. In questo senso queste immagini non sono più delle vedute, ma delle visioni di una città, della sua storia e contemporaneamente del suo futuro.  La città si riflette sull’acqua e al contempo riflette su se stessa, sulla quotidianità che continua a scorrere, baciata da una luce ineffabile e da colori unici al mondo.

Sono certo che la visione d’immagini di questo tipo sia un ulteriore piccolo tassello aggiunto alla descrizione di una città unica nel suo genere e che merita di essere valorizzata il più possibile. Certo le opere fotografiche su Chioggia sono numerose e distribuite nel tempo, ma spesso ricalcano clichés ormai datati mentre manca a tutt’oggi una visione contemporanea della città che non sia riconducibile alla classica cartolina. Rimane poi il fatto che queste fotografie, ora che il cantiere del piccolo Mose non c’è più e il canal Vena si sta ripopolando di barche e briccole, difficilmente saranno riproducibili a breve rendendo in qualche modo il libro una testimonianza “unica” nel suo genere.

Murano

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La prossima settimana inizierò un lavoro che mi entusiasma al solo pensiero! Un catalogo di sculture di vetro a Murano! Sarà un lavoro faticoso e complesso (non è facile fotografare il vetro…) ma sicuramente di grande soddisfazione! Già nel 2006 ho avuto la fortuna di lavorare per la Vetreria Artistica Zanetti e mi divertii un sacco. Sono sicuro che anche questo nuovo lavoro non sarà da meno!

Così ieri ho fatto un sopralluogo a Murano e, finito di organizzare, ho fatto due passi in quell’isola meravigliosa! Questa è un’immagine che mi sono portato a casa!

Non mancherò di mostrarvi dell’altro la prossima settima!🙂

Raw Fish (Pesce crudo)

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Ricordo sempre con piacere quando mio padre, la domenica mattina, portava me e mio fratello a vedere la grande pescheria rossa a Chioggia. Era un luogo magico, popolato da strane creature, alcune mostruose, altre più benevole.  Nomi altisonanti e onomatopeici, cànocce, sèpe, sardéle, pàganei, cànestrei, sìevali, buoseghe….. Tutte parole che sentivo da piccolo e a cui faticavo a dare un volto ma che nel tempo ho imparato a riconoscere ed apprezzare.

Ancora oggi, dopo tanti anni, ogni volta che entro in pescheria ho ancora la stessa emozione. Solo che stavolta mi sento meno indifeso, perché i nomi oramai li conosco ed ho un modo tutto mio di dare un volto a questi esseri!

vai alla gallery: http://www.alessandroboscoloagostini.com/it/?p=110

 

Cheese!…… sorridi….

 

 

Spesso mi capita di dover documentare eventi legati al food dovendo sottostare per motivi contingenti più alle regole del reportage fotografico che a quelle rigorose del food. Sembra quasi un controsenso, poiché fra gli addetti ai lavori, il food è considerato disciplina assai rigorosa e difficile, da eseguire possibilmente in studio con macchine di grande formato e nelle condizioni più controllate possibile, mentre il reportage è fotografia d’”assalto” capace di cogliere l’attimo in modo quasi istintivo. Vien naturale chiedersi che attimo può avere un pezzo di formaggio assolutamente immobile….

Eppure io credo che ci possa essere un approccio al food anche di tipo reportagistico e che ciò non tolga necessariamente efficacia a ciò che si vuol rappresentare. Certo magari l’immagine è più “sporca”, meno controllata, ma forse proprio per questo a volte conserva più “atmosfera”, più impatto emotivo. Non credo ci sia un “meglio” o un “peggio”, si tratta solo di un approccio diverso ad uno stesso tema e credo possa essere interessante analizzarne i possibili risultati.

Queste immagini di formaggi sono state realizzate in mezzo alla gente, durante la manifestazione Formaggio in Villa, nel marzo 2011 a Mogliano Veneto. Sono tutti scatti molto “veloci”, a luce ambiente e con l’unico ausilio di un piccolo flash portatile. Qui trovate la gallery intera: http://www.alessandroboscoloagostini.com/it/?p=103

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